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Lo scatto

Lo scatto, ovvero la pressione del dito sul grilletto, si può considerare l’elemento decisivo della tecnica di tiro.

L’azione di scatto è il risultato di una importante azione di coordinamento, durante la quale entrano in gioco diversi elementi: posizione (del corpo e dell’arma), respirazione, mira e infine pressione sul grilletto. Quest’ultima è la fase decisiva dell’azione.

La regolazione psichica di questo processo è estremamente complessa: per ottenere un buon risultato bisogna fare attenzione a diverse operazioni e tenere in considerazione le interazioni multiple.

Le impressioni visive hanno un ruolo importante per la regolazione del tiro: è quindi necessaria una costante valutazione dell’immagine di mira, date le continue variazioni del sistema “tiratore-arma”.

I fattori determinanti nel tiro sono principalmente due: l’ottima immagine degli organi di mira e l’adeguata concordanza con i diversi parametri; questi sono la stabilità del sistema “tiratore-arma”, la pressione preliminare (detta primo tempo o eliminazione dei giochi meccanici), la respirazione e infine la condizione di esecuzione (detta scatto finale). La deviazione di uno solo di questi parametri dallo stato ottimale può causare un errore nel colpo. In questo caso è molto importante per il tiratore notare in tempo la deviazione, per interrompere la pressione preliminare sul grilletto. Successivamente si interrompe la mira e infine si posa l’arma.

Diversamente, se lo svolgimento del tiro è perfettamente memorizzato e coordinato, allora lo scatto avverrà al momento opportuno.

La questione di sapere in quale misura lo scatto è azionato coscientemente dal tiratore riveste un interesse particolare. Per quanto riguarda i tiratori principianti, questi assimilano coscientemente tutti i segnali che ricevono durante il processo di apprendimento. Con la pratica acquisiranno una certa abilità nel tiro e la pressione sul grilletto diventerà per loro più automatica: si parla in questo caso di fenomeno di automatizzazione parziale, legata alla diminuzione del tempo di mira, alla stabilizzazione dell’arma e al miglioramento della qualità dell’esecuzione.

In seguito, lo scatto può essere azionato automaticamente, se la mira è corretta  (immagine della punteria) e il dito appoggiato sul grilletto. Quindi lo scatto non ha bisogno di un atto di decisione cosciente, dal momento che la concentrazione deve essere posta sulla direzione e sul controllo permanente dell’azione del tiro, o su altri parametri, come la posizione dell’arma e del corpo. L’azione di scatto diventa cosciente nel caso in cui ci sia una divergenza tra la situazione memorizzata e quella reale.

Una parziale automatizzazione dello scatto è considerata dalla maggior parte degli specialisti di questo campo come un obiettivo dell’allenamento; per altri esperti il processo di automatizzazione parziale non merita molta attenzione, perciò non sono necessari particolari allenamenti in merito. In complesso, si deve notare che un tale automatismo si forma sempre durante il processo di tiro sportivo, grazie alle continue ripetizioni, particolarmente numerose in questo sport di tecnica.

La questione più importante ai fini dell’allenamento è di sapere in quale misura è possibile sviluppare uno stabile automatismo che prepari, anche nella condizione di competizione, uno scatto automatico al momento opportuno.

A questo proposito bisogna notare che lo sviluppo di un automatismo stabile è lo scopo dell’esercizio, ma non può essere sicuramente realizzato durante una gara, a causa dello stato psicologico del momento (competizione). Talvolta anche i tiratori che praticano questo sport da molti anni devono affrontare situazioni particolari, nelle quali, anche con una immagine non perfetta della mira, sono costretti a concentrarsi e a tirare coscientemente.

Queste situazioni di impossibilità dell’automatismo nello scatto si riscontrano prevalentemente durante la competizione. Durante l’allenamento l’automatismo è ormai assimilato, ma è necessario praticare anche in questo caso lo scatto cosciente, altrimenti sarà difficile realizzarlo durante le gare. Ne consegue che il tiratore in possesso di una buona preparazione non si caratterizza solo per un grado elevato di automatizzazione, ma deve essere parimenti in grado di comandare il processo che prima si svolgeva in maniera automatica.

L’allenamento deve servirsi di metodi che necessitano di un’azione cosciente del processo di scatto, così come di metodi che permettano al tiratore di dominare in maniera ottimale l’azione dello scatto senza per questo diminuire il risultato.